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Barolo |
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Il comune che ha dato nome al “Re
dei vini” e che viene considerato
il centro del comprensorio di produzione,
sorge nelle langhe Occidentali a circa
13 km da Alba. Barolo è un piccolo
paese in collina circondato da vigne
che rinnovano ogni giorno l’emozione
della vita, alla luce del sole o nel
buio segreto delle cantine. E’
tutta qui la proprietà “Marchesi
di Barolo”, le vigne storiche,
ribadite dal tempo, disegnate sulla
collina a cercare nei giorni che passano
una conferma di qualità per l’uva
e il vino.
Barolo non deve solo la sua fama alla
grande qualità del vino prodotto,
ma anche al suo passato ricco di arte
e cultura. Simbolo del paese sono i
suoi due magnifici castelli.
Il Castello di Barolo, il maniero
principale, è stato roccaforte
durante le incursioni saracene del X
secolo ed è diventato nel 1250
feudo dei potenti Falletti, marchesi
di Barolo, che in quei secoli giunsero
a possedere più di venti fortilizi.
Nel 1970, con il concorso finanziario
della popolazione, è divenuto
proprietà dell’amministrazione
comunale che lo ha trasformato in una
struttura pubblica al servizio dell’area
albere. Attualmente ospita l’Enoteca
regionale cui hanno aderito gli undici
paesi del Barolo e la scuola professionale
alberghiera. In Pratica tutti i locali
sono stati restaurati e sono ora aperti
al pubblico per visite e degustazioni,
col supporto di mostre etnografiche
che raccontano i lavori e le tecniche
legati alla viticoltura e alla vinificazione.
Nella piazzetta antistante, degna di
attenzione, è anche la Parrocchiale
di San Donato, di impianto romanico.
Si tratta di un’antica cappella
gentilizia dei Falletti, successivamente
ampliata per aprirla al culto pubblico,
che sotto il presbiterio rivela il sepolcreto
degli antichi feudatari, dalla fine
del ‘500 all’estinzione
della casata.
L’altro maniero si trova a cavallo
della dorsale che conduce da Novello
a La Morra ed è conosciuto come
il Castello della Volta. Un’antica
leggenda racconta di un castellano che
conduceva vita sregolata e apriva spesso
le sontuose sale a lieti conviti. Una
notte, dopo una lauta cena degenerata
in orgia, il pavimento della sala degli
specchi sprofondò e l’abisso
inghiottì tutti i peccatori.
Pare che ancora oggi si odano sotto
le vecchie mura gemiti e grida, mentre
strane fiammelle corrono per le sale
deserte.
Nelle vicinanze, l’antico Oratorio
di San Pietro delle Viole apre scenari
che consentono di ammirare il caratteristico
susseguirsi parallelo delle creste collinari.
Le feste che si svolgono a Barolo o
nella vicina frazione di Vergne si rincorrono
per tutto l’anno. Gli incontri
culturali e ricreativi al Castello di
Barolo sono diventati appuntamenti periodici,
e la festa del vino Barolo, la seconda
domenica di settembre, è un happening
sempre più ambizioso, con sfilate
storiche in costume, premi a carattere
nazionale e la piazza piena di madonnari,
in gara a disegnare le suggestioni di
Bacco. Il carnevale con la masca Micilina,
fattucchiera dispettosa di cui parlano
gli anziani, e il cantè j’euv,
questua trasgressiva del periodo pasquale,
assicurano divertimento e buon umore
anche quando i grappoli dell’uva
Nebbiolo sono soltanto un sogno ad occhi
aperti. |
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