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Una
storia che si rinnova |
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L’Agenzia della Tenuta Già
Opera Pia Barolo sovrasta il Paese dalla
collina antistante il Castello dei Falletti.
Sede delle ormai secolari Cantine dei
Marchesi di Barolo, la costruzione è
il simbolo di una storia cominciata
tanti anni fa, una storia di gente dedita
alla vigna e alla cantina, una storia
di fedeltà alle colline, di continua
ricerca della qualità, una storia
di personaggi che al mondo del vino
hanno donato un grande protagonista:
il Barolo.
Nel suo libro “Il Paese del Barolo”,
il Canonico Domenico Massè, scriveva
a chiare lettere che: “…
a creare quel tipo di vino che va ora
sotto il titolo di Barolo furono i Marchesi
Falletti al principio dell’ottocento,
i quali lo producevano con ogni cura
nelle loro estesissime tenute di Barolo…
chi, dopo i Marchesi Falletti molto
contribuì a dare fama al Barolo…
chi, dopo i Marchesi Falletti molto
contribuì a dar fama al Barolo
fu il Conte Camillo di Cavour, il quale
chiamò il Conte Odart nel suo
Castello di Grinzane a fabbricare quel
famosissimo Barolo che egli faceva servire
ai suoi pranzi diplomatici, ove formava
la delizia e l’ammirazione dei
buongustai”.
Nel 1864 insieme alla Marchesa Giulia
Colbert di Maulèvrier si estinse
la stirpe dei Falletti di Barolo, ma
a perpetuarne il ricordo rimase l'Opera
Pia Barolo nel bellissimo Palazzo Barolo
in Torino, fondazione ancora oggi esistente
istituita per volontà della Marchesa
quale erede e continuatrice delle sue
opere benefiche.
In quegli anni nasceva Pietro Emilio
Abbona che intorno al 1895 iniziò
la sua attività nelle cantine
paterne di Barolo. Operando con tenacia
ed abilità riuscì ad acquistare
l'Agenzia della Tenuta Opera Pia Barolo,
i vigneti ed il Castello della Volta.
Così Massimo Martinelli lo descrive
nel libro 'Il Barolo come lo sento io':
"Fra i personaggi legati al nome
del Barolo alcuni possono essere definiti
storici, veri e propri pionieri....II
primo posto va al Commendator Pietro
Abbona, vero e proprio patriarca del
Barolo... che fece conoscere, alfiere
indiscusso, il vino della sua terra
in tutto il mondo.Vero è che
la sua era la cantina dove il Barolo
mosse i primi passi storici. Le sue
botti (e sono in parte le stesse che
si possono ancora ammirare nelle cantine
in Barolo) erano infatti patrimonio
della Marchesa Falletti. Il Commendator
Abbona ereditò tradizione, amore
per le vigne, per la cantina e per il
vino e portò la sua etichetta,
dove figuravano i castelli di Barolo
e di Serralunga, ovunque sulle mense
più lontane. Ed è con
immenso piacere che gli si riconosce
questo grande merito”.
Il Barolo della “Marchesi di Barolo”
nasce dunque in quelle antiche cantine,
dono prezioso di quei vigneti ultracentenari.
Le vicende della storia, così
eccezionali, trovano oggi nuove conferme
nella qualità del vino e della
gente, nella sensibilità per
la vigna e la cantina, nei messaggi
che dal vino portano un contributo di
umanità al mondo intero. |
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